Convegno-Russia-Italia-Veneto-Promozione per il mercato russo

Aziende italiane in Russia – Seminario a Venezia: “Quali prospettive nel breve e medio termine?’”

Questa interessante iniziativa riguardante le aziende italiane in Russia a cui eravamo presenti, si è appena svolta a Marghera (Ve) in un evento organizzato da Veneto Promozione e finanziato dalla regione Veneto e da Unioncamere Veneto.

L’obiettivo della giornata era proprio quello di fare il punto riguardo i rapporti tra Federazione Russa, Europa e Italia, in un contesto in cui molte aziende italiane, (come quelle venete presenti all’evento), continuano giustamente ad essere molto interessate e coinvolte.

Nel primo intervento il Professor Aldo Ferrari (storico e ricercatore con grande conoscenza di queste regioni e delle loro culture) ha con una certa concretezza subito inquadrato la questione da una prospettiva principalmente socio- politica.

In primo luogo ha giustamente sottolineato l’innegabile, insensata e persistente diffidenza del mondo occidentale (soprattutto degli Stati uniti) nei confronti della Federazione Russa, che per motivi sicuramente non razionali è tuttora “comicamente” percepita come la vecchia Unione sovietica.

Le sanzioni, infatti aldilà dell’ipocrisia delle motivazioni che le hanno originate, si inquadrano in un contesto geopolitico in cui la Russia è ancora in certi ambienti considerata come un “nemico” da isolare e circondare, e comunque in qualche modo da “contenere”.

Questo malgrado in realtà le mire espansionistiche siano nei fatti da attribuire alla Nato e non certo alla Russia.

Convegno Russia Italia

Sebbene a certi livelli queste percezioni siano reciproche e determinano quindi una certa incomunicabilità e diffidenza, va anche detto che in diversi ambienti culturali e intellettuali esiste invece uno spazio di comunicazione e collaborazione che come più volte sottolineato dal Professor Ferrari è molto incoraggiante.

La strada più percorribile ed auspicabile dovrà quindi essere quella di sforzarsi da entrambe le parti di capirsi di più, e approcciarsi reciprocamente senza vecchi preconcetti trovando così punti di incontro e affinità che sono in realtà facilmente conseguibili.

Questo processo potrà essere più agevolmente incentivato in contesti accademici e culturali in cui si potranno più facilmente migliorare sia i rapporti politici sia quelli economici e quindi di conseguenza anche le prospettive per le aziende italiane in Russia.

Questi medesimi auspici sono in qualche modo stati poi espressi anche negli interventi di Diego Vecchiato (Regione del Veneto), che confermando l’esigenza di sostenere questi ed altri canali di comunicazione, ricordava gli storici rapporti di interscambio tra il Veneto e la Russia (Venezia in primis), osservando come questi legami rappresentino un valore importante su cui sia sempre possibile costruire nuove iniziative e consolidare legami di valore.

Sulla scia di questo cauto “ottimismo” è poi seguito l’illuminante contributo di Luisella Lovecchio, IC&Partners Spa che descrivendo lo scenario attuale ha comunque confermato tra le criticità l’incidenza delle contro sanzioni, della svalutazione del rublo ma anche dei maggiori controlli sulla merce importata.

È  però stata anche evidenziata un’opportunità che per alcune aziende italiane può essere molto interessante e strategica.

Si potrebbe definire come l’opzione di orientarsi verso quello che è stato definito “Made with Russia” ossia la possibilità di poter trasferire parte della produzione in Russia e di poter godere così di vantaggi non indifferenti.

Convegno Russia Italia

Altri importanti aspetti sono poi stati approfonditi nell’intervento di Leonora Barbiani (camera d commercio Italo-Russa) che con un’attenta e puntuale sequenza di numeri e statistiche ha ribadito tra i fattori negativi che hanno frenato le esportazioni, oltre le sanzioni,le basse quotazioni del petrolio e del rublo, anche il rallentamento globale dell’economia.

Eppure malgrado tutto questo, malgrado tutte queste avversità, l’Italia ad oggi è comunque a livello mondiale il quinto fornitore della Russia.

Una conferma di questa nostra posizione di rilievo è stata la bellissima testimonianza di Gianmarco Faggin, Financial Relationship Manager del Gruppo Manni Hp Spa di Verona, (www.gruppomanni.it)  che con il suo racconto ha descritto le motivazioni per cui la sua azienda ha considerato per il suo presente e soprattutto per suo il futuro, la Russia.

La Russia non solo come un paese a cui esportare, ma addirittura per costruirci una grande sede, un vero stabilimento e produrre in loco.

Quali son state le principali motivazioni per la scelta del paese:

  • Condivisione della potenzialità del mercato con realtà già presenti
  • Programmi nazionali di sviluppo e grandi eventi mondiali
  • Consumo interno del prodotto
  • Interesse prodotti ad elevate performances
  • “Italian style and quality” molto ricercati
  • Location strutturata e prossima ad altri mercati interessanti

 

Giamarco Faggin ha poi sottolineato il fatto che sebbene l’attuale situazione potrebbe ancora scoraggiare qualcuno, in realtà la Russia è un paese che deve ancora crescere moltissimo, ha un potenziale ancora inespresso ed è per questo che lui e il suo gruppo sono stati e sono tuttora molto ottimisti.

In questa ottica le aziende italiane in Russia possono fare tanto, soprattutto se credono e puntano veramente a questo mercato.

È inoltre un dato di fatto che:

“Gli italiani per i russi sono stati sempre riconosciuti come partner ed apprezzati per know how e stile”.

Queste le premesse, ma ascoltando le sue parole non tutto è stato sempre cosi semplice e scontato:

“Ovviamente prima di partire seriamente con questa avventura ci sono stati momenti di titubanza:

Nel 2014 all’abbattimento della Malesia Airlines sui cieli Ucraini, il nostro governo sotto pressione di quello americano attribuiva anch’esso la responsabilità alla Russia, innescando così un ulteriore peggioramento dei rapporti tra Russia ed occidente.

In questa situazione di incertezza ci siamo così trovati di fronte ad un bivio:

Fermarci o andare avanti.

Abbiamo deciso di andare avanti,

Comunque.

Poi la situazione si è normalizzata, abbiamo chiuso i nostri accordi, acquisito i capannoni, avviato tutte le procedure e la nostra attività in Russia è partita.

Questa scelta di fiducia ci ha premiati“.

Indubbiamente ascoltare questo racconto, per tutti i presenti in sala è stato veramente emozionante.

Come ciliegina sulla torta, come ultima testimonianza è stato molto apprezzato il simpatico, genuino e schietto intervento di Carlo Castagna di “Castagna cucine”  di Valdarno (Vicenza) che ha raccontato la sua azienda, il suo voler puntare sulla Russia ed il suo conseguente meritato successo.

Successo costruito semplicemente credendo nel proprio prodotto, ritenendo che in Russia sarebbe stato apprezzato e quindi (come è poi successo) venduto.

Malgrado le difficoltà e dopo ripetute missioni in “trasferta”, il suo Made in Italy ha ottenuto sempre più successo ed oggi le sue cucine sono esposte a Mosca, a San Pietroburgo ed altre grandi importanti città.

Quante altre aziende italiane in Russia possono fare altrettanto?

Sicuramente non poche.

Le sue parole?

“Arrivare in Russia è stato effettivamente complicato, difficile, ma è anche vero che se il prodotto piace ed è comunicato bene.. si vende!

In una parola: Crederci!”

Un vero esempio di atteggiamento, perseveranza e carattere che rappresenta la migliore sintesi di quello che  ci vuole per ottenere successo anche e soprattutto in questo grande Paese.

Del resto..

Insistere è testardaggine. Perseverare è.. determinazione!
(Cit. Jacinto Benavente)

Do svidaniya!

Sandro Morri

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