Gli effetti delle sanzioni contro la Russia volute da altri ma… pagate da noi.

Durante l’ultima puntata della trasmissione “La gabbia” è andato in onda un interessante servizio riguardo le reali conseguenze delle sanzioni contro la Russia subite da tante aziende italiane.

A differenza di tanta informazione spesso omertosa, fuorviante e indiscutibilmente manipolata, nella trasmissione di Paragone in onda su la7, sono stati invece espressi in pochissimi minuti dei concetti e numeri che proprio per la loro oggettività e crudezza possono essere difficilmente sminuiti o ignorati.

Nel servizio in questione visionabile qua, vengono infatti descritte le difficoltà di tanti imprenditori che dopo aver conquistato con fatica importanti posizioni di mercato in Russia, da un giorno all’altro si sono visti quasi svanire nel nulla il frutto di anni del loro lavoro.

Ovviamente, soprattutto in Italia, in uno scenario di crisi e depressione economica, con una domanda interna ai minimi storici, per molte aziende italiane l’aumento delle esportazioni dovrebbe essere tra i principali obiettivi da perseguire.

Il fatto che questo aspetto non venga sempre considerato tra le priorità ci porterebbe però a tante considerazioni che però ora tralasciamo.

Questo servizio giornalistico è quindi un ottimo esempio di informazione ed un prezioso contributo per una maggior consapevolezza riguardo la realtà dei fatti.

Del resto anche se di fronte a certe verità come l’assurdità delle sanzioni contro la Russia imposte dagli Stati Uniti, spesso è la rabbia il sentimento che prende il sopravvento, è solo osservando la cruda realtà che si può aspirare a migliorarla.

Questa svolta può essere sostenuta anche da singoli giornalisti, imprenditori, associazioni e “addirittura” anche da politici.

Chi tra noi è più audace, coraggioso e testardo trasforma comunque la rabbia in stimolo, l’apatia in azione.

Questo potrebbe comportare dei “rischi”?

Certo; ma è anche vero che…

Se non si rischiasse mai nella vita, Michelangelo avrebbe dipinto il pavimento della cappella Sistina.                   

(Cit. Neil Simon)

 

Do svidaniya!

 

Sandro Morri

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