Putin-Renzi-distratto-dal-cellulare

Spief 2016, l’Italia ospite d’onore al forum economico finanziario di San Pietroburgo

Il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief 2016) giunto quest’anno alla sua ventesima edizione, ha ospitato l’Italia come ospite d’onore dell’evento.

Gesto non proprio casuale e sicuramente ben ponderato dal ministro degli Esteri Sergej Lavrov e dal presidente Vladimir Putin che considerano l’Italia come un paese amico e vicino.

Un paese che tutti i russi ammirano e rispettano, e che grazie a questi legami storici, culturali, politici ed economici può quindi anche esercitare (soprattutto in questo momento) un’efficace funzione di “cerniera” verso l’Europa.

Ottima occasione, il forum, anche per impegnarsi ad un progressivo riavvicinamento tra il nostro paese e la Russia, supportando finalmente le nostre piccole, medie e grandi imprese.

Il nostro premier è quindi volato a San Pietroburgo e già in mattinata insieme all’ambasciatore italiano Cesare Maria Ragaglini ha subito visitato tutti i 22 stand del padiglione italiano.

(Solo per fare qualche esempio: Pirelli, Barilla,Eni, General Invest, Banca intesa ecc.)

Aldilà dei doverosi saluti, strette di mano, sorrisi e qualche irrinunciabile selfy, l’attesa era tutta per l’imminente incontro con Putin, il vero elemento centrale, più delicato e importante della giornata.

Conferenza stampa Putin-Renzi

Conferenza stampa di Putin, Nursultan Nazarbaev e Renzi
Conferenza stampa di Putin, Nursultan Nazarbaev e Renzi

Putin e Renzi con la presenza al loro fianco del Presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbaev hanno subito affrontato in una conferenza stampa congiunta tutte le questioni più sostanziose.

Putin ha innanzitutto ribadito l’intenzione della Russia di voler stabilizzare e migliorare i rapporti politici ed economici con l’Europa, in quanto la considera il primo e più importante partner commerciale.

Riguardo le sanzioni e le contro-sanzioni ha voluto giustamente sottolineare che tutte le azioni della Russia sono in realtà reazioni, precisando comunque che: “noi non portiamo rancore, ma non è una strada a senso unico».

“Tra l’altro gli Stati uniti (dopo averle “imposte” all’Europa NdR), non subiscono nessun danno da esse, agli europei però chiedono di avere pazienza”.

Da quì la sua domanda: “Quanto volete aspettare?”

Il nostro primo ministro ha fondamentalmente risposto che non sono stati gli Usa a decidere per conto di altri ma c’è stata una forte azione da parte di alcuni leader europei, per cui la pazienza dipenderà dagli accordi di Misnk.

Renzi quindi aldilà di alcune risposte “comprensibilmente” ingessate come questa, ha tuttavia voluto sottolineare la posizione dell’Italia che è quella di esprimere un atteggiamento molto più costruttivo nei confronti della Russia rispetto quella molto più rigida di altri paesi europei.

L’Italia pensa che occorra il dialogo e non la chiusura, l’incontro e non la lontananza”

E ancora: ”siamo molto più disposti a costruire ponti e non certo muri”.

Riguardo le sanzioni:

Per annunciare almeno l’intenzione dell’Italia di dare una svolta, le sue parole sono state:

“Non siamo quindi per rinnovare le sanzioni in automatico, chiederemo quindi agli altri partner europei che delle sanzioni si discuta e si apra un dibattito evitando automatismi.”

Putin da parte sua ha annunciato che Mosca potrebbe revocare le sanzioni che sono state messe in atto come contromisura alle restrizioni anti-Russia.

Per fare una tale concessione, ha però la necessità di poter esser certo che siano poi prese misure reciproche e non essere “ancora una volta ingannato”.

Vladimir Putin in conferenza stampa
Vladimir Putin in conferenza stampa

L’affettuoso saluto dall’Unione europea al Forum

Nel pieno dello svolgimento del forum internazionale di San Pietroburgo, con una tempistica quantomeno sospetta, viene diffuso un impersonale e freddo comunicato dell’unione europea in cui si rende noto che:

“Il Consiglio europeo ha esteso fino al 23 giugno del 2017 le misure restrittive adottate in risposta all’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia”

L’idea di far uscire questa notizia proprio durante il forum non può che essere interpretata come un’ isterica azione provocatoria attuata nel tentativo di scoraggiare almeno una parte di imprenditori europei ad investire in Russia.

Ovviamente c’è anche una seconda ipotesi.. e cioè che sia stata solo un’innocentissima “coincidenza”.

Putin senza scomporsi ha però tranquillamente risposto che anche malgrado l’ennesimo sgarbo, anche in questo caso “non terrà il muso all’Europa”.

Essendo infatti un interesse per entrambi e non solo della Russia, quello di sviluppare buoni rapporti, soprattutto economici, aldilà di tutto ci si dovrà comunque incontrare a metà strada.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

Alla domanda se preferirebbe un’Europa più forte o più debole, anche se la risposta poteva sembrare scontata, in realtà il presidente russo ha affermato di desiderare un’Europa più forte ed autorevole, anche perché se così non fosse “altre potenze potrebbero più facilmente mettersi in mezzo, esercitare pressioni e ed avere un’influenza sulle decisioni molto più efficace”.

Per esempio riguardo gli Stati Uniti ha sottolineato che:

“Il mondo ha bisogno di un Paese potente come gli Stati Uniti, e anche noi, ma non abbiamo bisogno che gli Stati Uniti interferiscano costantemente nei nostri affari, ci dicano come vivere  e ostacolino continuamente la creazione di legami tra l’Europa e noi.

Vladimir Putin e Matteo Renzi
Vladimir Putin e Matteo Renzi

Il complimento

Ad un certo punto il presidente Putin riferendosi a Renzi, lo ha esplicitamente elogiato, ritenendo che gli italiani dovrebbero essere orgogliosi di lui, chiosando con una complimento ancora più preciso con cui lo ha definito “un grande oratore”

Effettivamente il nostro primo ministro, nel suo precedente intervento, con notevole equilibrismo, espresso con la retorica che lo contraddistingue, ha sicuramente trasmesso segnali di apertura, di collaborazione e di prospettiva.

Eppure di fronte al complimento “Sei un grande oratore” a qualcuno nell’affollatissimo pubblico presente, si è sicuramente generato quasi istantaneamente un pensiero malizioso.

Forse il vero significato di questa espressione dovrebbe intendersi più vicino al concetto di “chiacchierone”?

Rimane il dubbio.

Ovviamente tutti noi italiani, soprattutto gli imprenditori più coinvolti in queste questioni, dovremmo tutti tifare per chi ci rappresenta, spronandoli ad una sempre maggiore intensificazione dei rapporti tra il nostro Paese e la Russia.

I nostri governanti spesso e volentieri hanno però un guinzaglio non sufficientemente lungo per poter agire come anche solo il buon senso e gli interessi dei loro popoli richiederebbero.

L’Italia malgrado le sanzioni, nel 2015 ha esportato verso la federazione Russa per un valore di 7 miliardi di euro.

Se consideriamo che buona parte di questi fatturati confluiscono nelle casse dello stato, ci si potrebbe chiedere cosa impedisce ai nostri governi di impegnarsi al massimo per tutelare con anima e corpo non tanto gli imprenditori in quanto tali (quando mai) ma almeno le entrate in più che potrebbero incamerare per il fisco?

Considerazioni finali

Il Forum di san Pietroburgo con l’Italia in qualità di ospite d’onore è sicuramente stato un passo in avanti, così come lo è stato aver siglato in questa occasione accordi per più di un miliardo di euro.

Il nostro governo attuale rappresentato al momento da Renzi, in qualche modo con la sua presenza ed alcune sue dichiarazioni ha comunque fatto (sebbene solo a parole), quel mimino che ci si poteva aspettare da lui.

È stato sufficiente?

Difficile dirlo ora a caldo.

È anche vero che purtroppo o meglio, per fortuna non tutto viene stimolato, deciso e realizzato direttamente dai governi.

Spesso in Italia molte aziende investono, producono sopravvivono o si espandono malgrado i governi.

E questa è forse la vera forza di molti imprenditori italiani.

Sebbene ci siano istituzioni che fanno un lavoro lodevole e di grande valore, le aspettative verso il mondo politico in generale sono sempre molto scarse.

E ovvio che se ad un summit internazionale di notevole importanza per il nostro paese, in una conferenza stampa a fianco del presidente russo che sta parlando, il nostro primo ministro (ospite d’onore) non riesce ad abbandonare un secondo il suo smartphone ritenendo probabilmente più interessante consultare il suo facebook, chattare con qualcuno e magari aggiornarsi sui goal della nazionale… ce ne faremo una ragione.

Renzi al cellulare durante la conferenza stampa
Renzi al cellulare durante la conferenza stampa

Eppure chissà, forse anche certi atteggiamenti cialtroneschi della nostra politica fanno in qualche modo parte del made in italy?

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zacharova, ha effettivamente molto apprezzato le parole del nostro Presidente del Consiglio definendo il suo discorso “fantastico”..

Probabilmente per qualche strana e misteriosa magia, anche un nostro politico, in quanto italiano, malgrado tutto, per un qualcosa di intrinseco ed impalpabile che in qualche modo involontariamente comunica, riesce ad essere apprezzato.

Ma è solo una teoria…

 

in conclusione… anche per non buttarci troppo giù, ricordiamoci sempre che:

La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.                                                                                                                                        (Cit. Ennio Flaiano)

 

Do svidaniya!

 

Sandro Morri

 

Share:

Lascia un commento